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Danielson licenziato ma questa volta i colleghi si ribellano alla scellerata decisione

Lorenzo Lucon avatar Mercoledì 16 Giugno 2010, 00:19 in Wwe Zone di Lorenzo Lucon

danielson.jpg La storia che riguarda Bryan Danielson, in arte Daniel Bryan ha veramente dell'incredibile. Licenziato, sul serio, dalla Wwe perchè si è permesso di infrangere una regola diventata basilare cioè non strangolare qualcun altro con un qualsiasi oggetto. (In questo caso però si trattava di un non lottatore, ovvero lo speaker Justin Roberts). Una scena che qualcuno di importante all'interno della federazione ha fatto notare a chi di dovere e così l'atleta è stato messo alla porta senza troppi complimenti. Lo sappiamo, da qualche tempo il prodotto proposto dalla Wwe rinuncia ad ogni tipo di violenza gratuita, complice l'avvicinamento ad un pubblico più giovane, alle critiche piovute dai mass media dopo le morti degli anni scorsi e alla candidatura di Linda McMahon, moglie di Vince, al Senato americano, mai tenero nei confronti di questo business.

La scena vista durante lo scorso Raw era certamente reale, una delle poche invenzioni positive che i bookers hanno avuto nell'ultimo periodo e che ha coinvolto appassionati e addetti ai lavori per la sua crudeltà. Se c'era un protocollo da rispettare e Bryan non lo ha fatto è giusto che sia stato punito. Ma fino a questo punto? Altre volte abbiamo assistito a scene piuttosto disdicevoli e diseducative per i bambini, ma nessuno ha mai alzato un dito quindi il wrestler è semplicemente un capro espiatorio, l'uomo simbolo che deve essere punito per aver esagerato durante un segmento che era tutta un'esagerazione. Perchè così doveva essere, perchè così era decisamente più rappresentativo e più realistico. Perchè il wrestling è anche questo, un mix di emozioni e sentimenti su cui è il pubblico a doversi esprimere. E sinceramente credo che pochi spettatori, in quel marasma, si siano accorti del gesto di Danielson, uno che ha anni di lotta alle spalle, che ha girato il mondo vincendo titoli e dando dimostrazione di essere uno dei più forti nelle Indies, vero eroe di quella fetta di pubblico che segue il wrestling per i match proposti e non per le storylines da intrattenimento. 

Qualcosa, però, sembra cambiare: ora non so se servirà a qualcosa, ma le parole di molti atleti anche meno navigati di lui mi fanno ben sperare. In tanti sono rimasti delusi dal comportamento della Wwe, in tanti hanno definito Bryan come un personaggio su cui poter contare sempre. Ecco cosa ha scritto John Cena su Twitter: "Sono molto arrabbiato di aver sentito del rilascio di Bryan Danielson. Lo so che tutti voi avete la vostra opinione, tra teorie e non. Lo rispetto. Non ho mai chiesto a nessuno di voi di vedermi in un certo modo. Ma Bryan ha tracciato una impronta duratura in pochissimo tempo, e nonostante tutto sono d'accordo con la maggior parte di voi che sono stati colti di sorpresa da questa decisione. Vorrei che ritornasse in Wwe. Vorrei firmare la vostra petizione per riportarlo in federazione. Mi è stato insegnato di rimanere in piedi per quello in cui credo. Ho provato ed ho fallito, cosi ora potrei usare qualche aiuto. Ditemi come firmare e lo faro'. Datemi una possibilita' di avere un giusto match con lui, e dare un'altra possibilita' a lui di dimostrare quello che fa".

E CM Punk, altra vittima del pestaggio, ha addirittura imitato Bryan durante un house show strozzando Tony Chimel, annunciatore, con una cravatta. Segni e parole che indicano un backstage arrabbiato e deluso per l'atteggiamento ostentato nei confronti di Danielson. Che potrà anche tornare ma non come se nulla fosse accaduto. Gli auguro di continuare a dimostrare il suo valore lontano dalla Wwe. Fino a quando la stessa non laverà i panni sporchi in casa propria.

 

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